mercoledì 22 maggio 2013

Un viaggio nella terra del Ruchè


In occasione della "Festa del Ruchè" organizzata sabato 11 e domenica 12 maggio da GoWine a Castagnole Monferrato nella settecentesca Tenuta La Mercantile, si è svolta una degustazione alla cieca di alcune etichette di Ruchè messe gentilmente a disposizione dai produttori locali. In particolare è stata assaggiata sia l'annata 2012 che quella 2011, il che ci ha permesso di trarre alcune considerazioni sulla maturazione ed evoluzione nel tempo di questo vitigno. 
Il ruchè è un vitigno semi aromatico dalle gradevoli note varietali speziate, di frutti di bosco e marasca, dal  colore scarico dovuto a un basso corredo antocianico (che lo accomuna al nebbiolo). Precoce, si vendemmia a fine agosto/inizio settembre. Vitigno ancora di nicchia e non conosciuto ai più, data anche l'esiguità dell'offerta: 120 ettari vitati e 500.000 bottiglie prodotte (dati vendemmia 2011). L'obiettivo dei produttori però è quello di triplicare questi numeri anche per permettere una maggiore conoscenza del vino al di fuori del Piemonte.
Terra di elezione è il territorio del comune di Castagnole Monferrato, dove trova terreni più calcarei verso i confini settentrionali del comune e più sabbiosi nella parte meridionale.
Il ruchè genera vini dall'importante tenore alcolico e dalla notevole carica glicerica, con una gradevole morbidezza che non toglie spazio in taluni casi a tannini importanti. Vino che non ha una longevità straordinaria, si conserva bene generalmente per 3-4 anni, peccando in generale (fatte sempre le dovute eccezioni) di una certa acidità, di solito garanzia di invecchiamento nei grandi rossi.

Le annate in degustazione sono il 2011 e il 2012: si tratta di annate calde, ragion per cui essendo il ruchè un vitigno semi-aromatico, risulta più difficile far si che il corredo aromatico tipico del vitigno si fissi nel vino.
I vini presenti in degustazione hanno comunque evidenziato due stili opposti: alcuni produttori privilegiano vini strutturati e più tannici con una minore intensità olfattiva; altri invece, danno vita a vini più sottili, ma in cui si riscontrano più nettamente note speziate e varietali. Resta ancora un pò di fatica per i produttori locali a imprimere connotazioni distintive e tipiche per i propri vini.

Ruchè di Castagnole Monferrato 2012

Garrone Stile “sottile” che privilegia l’esaltazione dei profumi floreali, speziati e di frutti a bacca rossa;
- Gatto (Vigna Caresana) Decisamente dotato di maggior corpo e struttura rispetto al precedente, rappresenta un altro stile con una dote alcolico-glicerica che “ammorbidisce” il vino;
- Goggiano (Fiurin) Prevale il naso, soprattutto con note di frutta matura (amarena e marasca) e in misura minore speziate (pepe);
- Massimo Marengo Buon equilibrio tra intensità aromatica (fruttato) e tannino, il tutto condito con la solita maestosa morbidezza glicerica;
- Ferraris (I Firmati) Struttura importante, con morbidezza che prevale sulla freschezza gustativa.  Marmellatoso e carnoso in bocca con tannini avvolgenti.

Ruchè di Castagnole Monferrato 2011

Poncini Domenico Sottile nella struttura (dovuta a una fermentazione non svolta completamente), attacco “morbido e glicerico”, tannini amarognoli nel finale; 
 - Dezzani (Montiò) Naso un pò chiuso al primo impatto, si apre con il tempo per evidenziare una delicata trama speziata. Sorso delicato ed esile, privilegia la freschezza alla materia;
Il Vino dei Padri Buon compromesso tra vivacità olfattiva e consistenza in bocca;
- Tenuta Montemagno Ottima intensità olfattiva che gioca su note speziate pungenti, pepate e vegetali (foglia di pomodoro), tannino ben fatto e buona freschezza;
- Massimo Marengo Potenziale evolutivo, mostra i muscoli, ma resta anche adeguatamente affilato e tagliente. Naso che esprime tutto il corredo varietale del vitigno. 



sabato 18 maggio 2013

De-gustando Ovada - Ovada, 26 maggio


Si tratta della prima edizione di una manifestazione che si propone di promuovere e divulgare la conoscenza del vino Ovada Docg: un evento mirato per creare interesse attorno a questo vino sia verso gli operatori, sia verso il grande pubblico degli enoappassionati. 
De-gustando Ovada nasce dal desiderio di un gruppo qualificato di produttori - riuniti nel consorzio “E’ Ovada” - di celebrare il gioiello del loro territorio; l’evento è promosso d’intesa con il Comune di Ovada, l’Enoteca Regionale di Ovada e del Monferrato, la Pro Loco di Ovada e l’Associazione Go Wine.
Il programma della giornata si svolge in due momenti: al mattino, ore 10,30, la degustazione di presentazione del consorzio “E’ Ovada” riservata alla stampa e ad operatori di settore, che si terrà nelle sale dell’Enoteca Regionale. 
L’intento è quello di illustrare il progetto di valorizzazione della Docg Ovada che il consorzio di produttori si pone come principale obiettivo. Otto le aziende vinicole coinvolte, che presenteranno in degustazione Ovada di diversi cru e annate (fino ad arrivare anche al 1998!).
Si aprirà poi a partire dalle ore 12 il banco d’assaggio alla presenza dei produttori con il tema “Dolcetto Vino del Mondo”. I partecipanti potranno infatti “testare” la capacità del dolcetto e dell'Ovada Docg di abbinarsi non solo ai piatti della tradizione, ma anche a pietanze internazionali.
Lo storico ristorante Bel Soggiorno di Cremolino proporrà “piatti vicini”: insalata di trippa, agnolotti della tradizione al sugo, coniglio in civet all’Ovada. 
Cinthia e David Gilbert, ristoratori americani, oggi residenti a Ovada e con trascorsi di grande successo ai Caraibi, negli U.S.A.  e in Estremo Oriente, proporranno assaggi “internazionali”, dal chili messicano agli involtini speziati di maiale cambogiani, alle costolettine laccate al caffè della Malesia.


Programma ed orari:
DOMENICA 26 MAGGIO 2013
ore 10.30: Wine tasting riservato ad operatori professionali presso l’Enoteca Regionale di Ovada 
dalle ore 12: Apertura dei banchi d’assaggio alla presenza dei produttori; punto gastronomico con 
degustazioni di piatti tipici ovadesi e della cucina internazionale.

Per maggiori info:

Go Wine – Tel. 0173 364631 Fax. 0173 361147  
e-mail stampa.eventi@gowinet.it   
www.gowinet.it

Verticale di Carema Riserva - Cantina Produttori di Carema


La coltivazione della vite a Carema vanta una tradizione millenaria, e che ha riscosso nel corso dei secoli meritati riconoscimenti. Qui, in questa stupenda conca che fa da spartiacque tra il Piemonte e la Valle d'Aosta, i caratteristici vigneti a pergola, sorretti da bianchi pilastri in pietra e calce, i "pilun", e terrazzati grazie a muraglioni a secco, contribuiscono alla creazione di un imponente effetto scenico, che si apre agli occhi del visitatore quando abbandoni la serra morenica di Ivrea e percorri l'autostrada che porta verso Aosta. 
Come avevamo già sottolineato in un precedente post, il nebbiolo si presenta a Carema con caratteristiche che lo rendono diverso rispetto a quelli langaroli, potente e corposo, ma altresì fine e delicato al tempo stesso. Grazie a Viviano Gassino, presidente della Cantina Produttori Nebbiolo di Carema, ho avuto l'opportunità di fare una verticale di Carema Riserva con le ultime dieci annate in bottiglia dal 2009 al 2000 (il millesimo 2001 non è stato prodotto). 
Il Carema Riserva DOC (etichetta bianca) è ottenuto interamente da uve nebbiolo, e segue un'invecchiamento minimo di 3 anni di cui almeno 18 mesi in botte grande di rovere o castagno, come stabilito nel vigente disciplinare (introdotto a partire dalla vendemmia 2010). A onor del vero quindi, tutti i campioni in degustazione sono stati prodotti secondo il vecchio disciplinare, il quale invece prevedeva sempre 3 anni di invecchiamento, di cui 2 anni in legno grande.

Carema Riserva 2009 - Vino ancora in affinamento e non uscito in commercio (esce a dicembre), presenta ovviamente ancora sentori vegetali e verdi e un tannino ancora un pò legnoso e ruvido da affinare, il che rende difficile la valutazione e ci suggerisce di aspettare ancora un pò.


Carema Riserva 2008- Vino ancora giovane, ma dall'ottimo potenziale evolutivo. Rigoroso, misurato ed elegante esprime un'ottima materia, con un esplosione al naso di note balsamiche, speziate e floreali (rosa). In bocca è carnoso e polposo e con un tannino elegante ma ancora non pienamente maturo.

Carema Riserva 2007 - Molto più maturo e avanti nell'evoluzione, si presenta con un rosso che vira verso il granato. Più fine nella struttura dei suoi "fratelli", ha un bel naso balsamico e mentolato molto sviluppato, ma anche una succulenta mineralità.

Carema Riserva 2006 - Millesimo vivace e meno austero del solito nell'esprimere le sue caratteristiche sapide e aromatiche: toni caldi di confettura di amarena e visciola, sfumature balsamiche che ritornano in bocca con un buon equilibrio e ben si amalgamano con un tannino levigato di buona fattura.

Carema Riserva 2005 - Spessore, misura e soprattutto equilibrio sono le caratteristiche di questo vino dove tutti gli elementi sembrano amalgamarsi alla perfezione: sviluppo e progressione dei profumi, mineralità, colore, tannini decisi e una sferzante acidità.

Carema Riserva 2004- Un po' più spento e chiuso nelle varie componenti rispetto al 2005, mantiene comunque un ottimo impianto e un equilibrio generale notevole. Insieme al colore che comincia a virare verso l'aranciato, cominciano a emergere note ematiche e ferrose che diventano "tipiche" anche delle annate precedenti.

Carema Riserva 2003 - Risente dell'annata calda, con profumi più "marmellatosi" e struttura meno fine rispetto agli altri, mantiene nonostante tutto una vivace e pungente acidità e un tannino ancora graffiante ma mai aggressivo.

Carema Riserva 2002 - Aranciato ma vivo e brillante nel colore. Naso in po' chiuso e ritroso, ma bisogna aspettarlo per apprezzarlo appieno: note iodate e balsamico-mentolate, trama sottile minerale tipica del terroir che si mescola con le note ferrose già evidenziate in altre annate. Profilo tannico setoso ma affilato. Gran carattere, non sembra risentire del tempo.

Carema Riserva 2000 - Un vino per cui il tempo sembra essersi fermato. Emozioni allo stato puro, la materia è ancora viva nel bicchiere e sembra dirti che rimarrà così ancora per molto...come la tagliente e rinfrescante acidità, i tannini levigati e fini di elegante fattura, la mineralità "ferrosa", il tutto immerso in una struttura piena, vellutata, morbida e mai eccessiva. 

lunedì 6 maggio 2013

Vino in Villa Prosecco - Castello di Susegana (TV), 19 maggio

Saliscendi ricamati di vigneti lungo colline dove lo sguardo si perde nel verde, un paesaggio che ha ispirato poeti, scrittori come Comisso e pittori come il Cima da Conegliano. Ora questo territorio vuole raccontarsi al mondo aprendo ancor più le porte ai sentieri che lo attraversano, ai percorsi da scoprire a piedi, a cavallo e in bici. 
L’occasione per farlo sarà Vino in Villa, Festival Internazionale del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore, in programma il 19 maggio al castello di San Salvatore di Susegana (TV), dove i principali produttori si riuniranno per presentare i propri spumanti ai visitatori. Durante l’evento, interamente dedicato all’area storica di produzione del Prosecco, turisti, amanti della natura e appassionati dell’enologia potranno scoprire l’area considerata una perla di bellezza ai piedi delle Prealpi Trevigiane. Dagli apertivi bio alla visita guidata alla Scuola Enologica con degustazioni  di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore (sabato 18 maggio dalle ore 9.00 alle 13.00), dagli appuntamenti della Primavera del Prosecco (www.primaveradelprosecco.it) fino agli eventi in cantina e lungo i filari: sono tante le iniziative che arricchiranno il  weekend. 
Le cantine che apriranno le proprie porte sono:  Albarossa ( Sabato 18 maggio  - Visite in cantina e ai vigneti dalle 14.00 alle 18.00), Bisol (Venerdì 17 e sabato 18 maggio -Visite in cantina con degustazione alle ore 10.00 e ore 14.30), Bortolomiol (Sabato 18 maggio - Ore 17.30 - Presentazione Libro Luigi Veronelli “La vita è troppo corta per bere vini cattivi” di Gian Arturo Rota e Nichi Stefi - Slowfood editore  presso la Sala Filanda al Parco della Filandetta di Valdobbiadene), Frozza  (Sabato 18 maggio - Ore 10.00 -Degustazione in vigneto delle vecchie annate del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Sur Lie ) , Il Colle  (Sabato 18 maggio - Dalle ore 16.00 alle 19.00 - “Aperibio”: Aperitivo biologico e visita alla cantina con degustazione) , La Tordera  (Sabato 18 maggio - Dalle ore 9.00 alle 13.00 e dalle 14.00 alle 18.00 - Visita cantina con degustazione) ,  Perlage (Venerdì 17 maggio - Dalle ore 18.00 alle 21.00 -“PerlApperitivo in Riva Moretta": l'Aperitivo delle BioBollicine Docg nel vigneto biologico Riva Moretta a Soligo ), Silvano Follador  (Sabato 18 maggio - Ore 15.30 -Verticale Valdobbiadene Prosecco Superiore  Brut Dosaggio Zero Metodo Classico),  Val d'Oca (Venerdì 17 e sabato 18 maggio - Punto vendita aperto dalle 8.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00), Sartori (Venerdì 17 e sabato 18 maggio  - Dalle ore 15.00 alle 21.00 - Visite in cantina e degustazioni di Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore)
Grazie all’evento, l’area svelerà anche il suo lato gourmet con i “Menù del Conegliano Valdobbiadene”, proposti nei ristoranti che aderiranno all’iniziativa, studiando l’abbinamento perfetto tra le bollicine di questa denominazione e i prodotti tipici della cucina veneta.  Per tutto il mese di maggio, il Menù del Conegliano Valdobbiadene” si potrà degustare in questi locali: Locanda da Condo, Locanda da Lino, Locanda Mezzo Sale, Locanda Sandi, Osteria Borgoluce, Osteria dai Mazzeri, Ristorante Al Capitello, Ristorante All'Edera, Ristorante Belvedere da Tullio, Ristorante Da Andreetta, Ristorante Da Gigetto, Ristorante Il Barco, Ristorante InContrada, Ristorante La Corte, PER Latteria Perenzin, Ristorante Salis Cibo & Vino, Trattoria Alla Cerva, Trattoria Alla Cima, Trattoria Dalla Libera, Ristorante Dobladino, Ristorante Enrica Miron.



sabato 4 maggio 2013

Festa del Ruche' - Castagnole Monferrato, 11-12 maggio

Saranno 19 i produttori che promuoveranno nella sesta edizione dell’evento la conoscenza del Ruchè, in due giornate di festa e di confronto in cui questo vino sarà il protagonista esclusivo di una serie di importanti degustazioni.
Castagnole Monferrato terra di origine del Ruchè ospiterà gli appuntamenti in programma aprendo le “porte” agli enoappassionati nel pomeriggio del sabato 11 maggio con un breve convegno per fare il punto sui vini dell’ultima vendemmia e sulla produzione.
Nel corso degli anni la Festa del Ruché è cresciuta e l’interesse verso questo vino in maniera proporzionale. Il Comune di Castagnole ed i produttori sono impegnati per fare crescere l’intereresse per il vitigno: la manifestazione rappresenta anche il momento per fare il punto annuale sulla situazione.
“Nonostante il momento economico difficile – si rileva da Castagnole Monferrato – il Ruchè si conferma su buoni livelli e come un vino che rappresenta un’interessante alternativa per i produttori ed i consumatori. Oggi il principale obbiettivo è estendere ad altre regioni la conoscenza del vino e cogliere le occasioni di presentarlo all’estero.
A seguire nella giornata di sabato si aprirà il banco d’assaggio con protagoniste le aziende vinicole che incontreranno il pubblico all’interno delle suggestive sale della Tenuta La Mercantile (edificio del ‘700); l’evento prosegue la domenica 12 maggio con orario 10-18.30.

Le Aziende protagoniste:
BERSANO  -  Nizza Monferrato
BORGOGNONE FRANCESCO - Castagnole Monferrato
CANTINA SOCIALE DI CASTAGNOLE MONFERRATO
CAPUZZO RENATO – Castagnole Monferrato
CASCINA TAVIJN – Scurzolengo
CASCINA TERRA FELICE  - Castagnole Monferrato
CRIVELLI  - Castagnole Monferrato
DEZZANI – Cocconato
LUCA FERRARIS - Castagnole Monferrato
GARRONE EVASIO & FIGLI – Grana
GATTO PIERFRANCESCO – Castagnole Monferrato
GOGGIANO – Refrancore
IL VINO DEI PADRI – Monale
MARENGO MASSIMO – Castagnole Monferrato
MONTALBERA TERRA DEL RUCHE’ - Castagnole Monferrato
POGGIO RIDENTE - Cocconato
PONCINI DOMENICO - Castagnole Monferrato
TENUTA DEI RE – Castagnole Monferrato
TENUTA MONTEMAGNO – Montemagno

Il Wine tasting:
Giornalisti, operatori di settore ed enoappassionati saranno protagonisti dei due appuntamenti fissati entrambi nella giornata di domenica 12 maggio ( ore 10 e ore 14.30), dedicati alla degustazione alla cieca delle etichette di Ruchè messe a disposizione dalle aziende. In particolare si potranno assaggiare e confrontare le annate 2011 e 2012.

Uno spazio sarà riservato ai prodotti tipici, con una selezione degli artigiani che operano in questa splendida zona del Monferrato. Animazioni musicali, ospitalità nei ristoranti, passeggiate nei vigneti completano e arricchiscono la proposta per chi deciderà di immergersi in un week end in un territorio di particolare fascino che sta conoscendo nuovo sviluppo anche proprio grazie al vino.

Il Programma:
Sabato 11 maggio (Tenuta La Mercantile)
ore 17.30: Convegno inaugurale, consegna del Premio Vin DiVino.
ore 18.30 – 24.00: Apertura dei banchi d’assaggio, festa con i produttori; punto gastronomico a cura dei Ristoranti e della Proloco di Castagnole Monferrato; enoteca (vendita delle bottiglie); intrattenimento musicale.

Domenica 12 maggio (Tenuta La Mercantile)
Ore 10.00 e ore 14.30: wine tasting riservato a titolari di enoteche, ristorati ed agli enoappassionati
Ore 12.00: Punto gastronomico a cura dei Ristoranti e della Proloco di Castagnole Monferrato
Ore 10.00 – 18.30: Apertura dei banchi d’assaggio, festa con i produttori, enoteca (vendita delle bottiglie)
In mattinata: passeggiata nei vigneti                                                        

Costo della degustazione ai banchi d’assaggio:  € 10 - Riduzione € 8 soci Go Wine e associazioni di settore

Per maggiori info:

Associazione Go Wine
Silvia Pezzuto
Ufficio Eventi Go Wine
Tel. 0173 364631 Fax. 0173 361147

stampa.eventi1@gowinet.it
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venerdì 19 aprile 2013

Valentino Brut 2008 Riserva Elena - Podere Rocca dei Manzoni

Valentino Migliorini era considerato in Langa un "eretico", un innovatore....nel 1974 insieme a sua moglie Iolanda ristruttura una cascina del 1700, dando vita a una cantina modernamente organizzata e gestita con le più avanzate tecnologie, sempre però nel rispetto della tradizione langarola. Nasce così "Podere Rocche dei Manzoni". Negli attuali 45 ettari di proprietà vengono coltivati vitigni autoctoni piemontesi come la barbera, dolcetto, nebbiolo, lasciando però anche spazio a vitigni internazionali come il pinot nero e lo chardonnay.
I primi anni si caratterizzano per la produzione dei vini tradizionali del luogo, ma Valentino porta in Langa il primo assemblaggio nel 1976 e successivamente il primo spumante da uve provenienti dai vigneti di proprietà in Monforte: era il 1978. 
Con la sua morte avvenuta nel 2007, il testimone è passato nelle mani del figlio Rodolfo, il quale ha rifiutato le tante offerte di acquisto dell'azienda e ha deciso di andare avanti nella sfida di suo padre di produrre vini di pregio.
Questo metodo classico e' prodotto con un blend di uve chardonnay 70% e pinot nero 30%, le quali stazionano almeno 48 mesi sui lieviti e 6/8 mesi in bottiglia dopo la sboccatura. Si presenta con un giallo paglierino acceso, vivo e brillante; i profumi spaziano dalla delicatezza floreale di piccoli fiori gialli, alla frutta esotica (mango, papaya), dalle note tostate (frutta secca e nocciola) a quelli tipici di crosta di pane e pasticceria, il tutto condito da una intrigante mineralità. L'assaggio si mostra decisamente di carattere, con un perlage possente e  pungente, una tannicità da "rosso" e soprattutto una freschezza "rinfrescante". Il finale è lungo e intenso con ritorni vanigliati.


Azienda "Podere Rocche dei Manzoni"
Località Manzoni Soprani, 3 - Monforte d'Alba (CN)
Tel. +39/017378421
info@rocchedeimanzoni.it

martedì 9 aprile 2013

Alcuni numeri sul vino


Prendo spunto da "Repubblica" per sottolineare quanto sia redditizio investire nel settore vinicolo:

"Un bicchiere di vino può aiutare a scacciare la tristezza per la crisi, ma può anche fare bene al portafogli. L'indice di Borsa mondiale del settore vinicolo elaborato da Mediobanca, una rarità nel panorama finanziario mondiale che raggruppa 46 società quotate attive nel settore del vino (tutte estere, dagli Usa alla Cina all'Australia alla Nuova Zelanda), dal gennaio del 2001 ad oggi ha registrato una performance positiva del 175%, quasi cinque volte tanto le Borse mondiali, che hanno segnato nello stesso periodo un progresso del 37,4%. Lo riporta l'Indagine sul settore vinicolo realizzata dall'Ufficio Studi di Mediobanca.
La migliore performance dei titoli vinicoli, al netto delle dinamiche delle Borse nazionali, spetta al Nordamerica(+193%), seguita dalla Francia (+105%) e dall'Australia (+10%). In altri Paesi, invece, i produttori di vino hanno reso meno delle Borse nazionali (Cina e Cile, -54% ciascuno). I titoli vinicoli sono poco legati al ciclo economico e quindi adatti agli investitori istituzionali, per diversificare i rischi del portafoglio di investimenti.
Del resto, secondo il rapporto, è americana la prima impresa vinicola del mondo per fatturato, mentre la prima italiana, le Cantine Riunite & Civ, si piazza al settimo posto. La leader mondiale è il gruppo statunitense Constellation, con un fatturato di 2.051 milioni di euro. Seconda la francese Lvmh (1.782 mln), specializzata però nello champagne, prodotto dai ricavi unitari mediamente molto più elevati rispetto a quelli del comune vino. Seguono la Treasury Wine, australiana, con 1.321 mln, la sudafricana Distell Group (1.076 mln) e la cinese Yantai Changyu (694 mln), che realizza il 100% del fatturato ma ha un'anima in parte italiana: la famiglia Reina, proprietaria dell'Illva di Saronno (quelli dell'Amaretto), detiene infatti il 33% dello Yantai Changyu Group, che controlla il 50,4% della società operativa Yantai Changyu Pioneer Wine Company. Si trovano poi la Concha y Toro cilena (629 mln) e la Cantine Riunite - Giv (498 mln), al settimo posto. In undicesima posizione figura poi l'italiana Caviro (247 mln); in sedicesima la divisione Vino della Campari (185 mln), in diciannovesima la Cavit (152 mln) e al ventesimo posto la P. Antinori (150 mln).
In Italia comunque il settore è in buona salute. Secondo l'indagine di Piazzetta Cuccia che ha preso in considerazione i bilanci delle 108 principali aziende, l'anno scorso il loro fatturato complessivo è salito del 7%, con forte spinta dell'export, portandosi del 20% sopra il livello pre-crisi mentre il fatturato dell'industria è sceso pesantemente. Bene anche l'occupazione (+2,6%) e le prospettive per il 2013: l'87% dei grandi produttori esclude un calo dei ricavi. Quanto alle tipologie, i grandi vini
(quelli che costano più di 25 euro a bottiglia) e i Docg sono passati al 15,7% delle etichette, dal 9,4% del 1996. Stabili le etichette Doc (36,6%), in calo le produzioni meno pregiate (Igt e vini comuni), dal 54,3% al 47,7%. Il 74% delle etichette è comunque rappresentato da Doc e Igt".